IL NEOCOMPORTAMENTISMO
IL NEOCOMPORTAMENTISMO
Neocomportamentismo
Tolman, uno dei principali neocomportamentisti, pensava che il semplice schema stimolo, risposta, rinforzo non bastasse a spiegare come si impara. Secondo lui, per capire un comportamento servono anche la motivazione, cioè avere un motivo per fare qualcosa, e la cognizione, cioè il modo in cui l’animale o la persona prova diverse strategie e si fa un’idea del problema. Per Tolman imparare significa riorganizzare mentalmente la situazione per raggiungere uno scopo.
L’apprendimento latente
In un esperimento con i topi nel labirinto, Tolman scoprì che anche senza ricompensa gli animali imparavano comunque la strada, ma non la mostravano finché non compariva un motivo forte, come il cibo.
Questo dimostra che si può imparare senza rinforzi e senza mostrare subito ciò che si è appreso. L’apprendimento è quindi “latente”, cioè nascosto, e diventa visibile solo quando c’è una motivazione sufficiente.
L’apprendimento intenzionale
In un secondo esperimento, i topi imparavano più percorsi per arrivare al cibo. Quando quello principale veniva bloccato, trovavano subito un’altra via. Questo significa che non seguivano semplici abitudini, ma usavano una mappa mentale del labirinto.
Tolman disse quindi che esiste un apprendimento intenzionale, basato su uno scopo chiaro e sulla capacità di scegliere strategie diverse, non solo su riflessi o risposte automatiche come pensavano i comportamentisti più rigidi.
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