IL LAVORO DELLO PSICOANALISTA
Il lavoro dello psicoanalista
La psicoanalisi è una terapia che serve ad aiutare le persone a capire la propria sofferenza e a stare meglio.
Durante le sedute, il paziente parla con lo psicoanalista dei propri pensieri, ricordi, sogni ed emozioni.
Le associazioni libere:
Sigmund Freud faceva sdraiare i pazienti su un lettino e chiedeva loro di parlare liberamente.
La tecnica principale si chiama associazioni libere:
- il paziente deve dire tutto ciò che gli passa per la mente;
- non deve preoccuparsi dell’ordine o della logica;
- deve lasciar fluire i pensieri spontaneamente.
Secondo Freud, parlando liberamente possono emergere ricordi e desideri nascosti nell’inconscio.
Un’altra tecnica importante è l’interpretazione dei sogni:
- dal sogno ricordato (contenuto manifesto),
- si cerca di arrivare al significato nascosto (contenuto latente).
Il transfert:
Durante l’analisi il paziente non si limita a ricordare il passato, ma spesso rivive emozioni ed esperienze dolorose.
L’analista può diventare una figura su cui il paziente proietta sentimenti legati a persone importanti della sua vita, come i genitori o le persone amate.
Questo fenomeno si chiama transfert.
Il transfert aiuta il paziente a capire meglio se stesso e i propri problemi.
Per questo Freud sosteneva che tra analista e paziente non dovessero esserci rapporti personali fuori dalla terapia.
L’analisi didattica:
Freud pensava che chi vuole diventare psicoanalista debba prima conoscere il proprio inconscio.
Per questo gli aspiranti analisti devono fare un percorso di terapia personale chiamato analisi didattica.
Ancora oggi, dopo gli studi universitari e la specializzazione, chi vuole praticare la psicoanalisi deve affrontare un percorso analitico su se stesso.
La psicoanalisi dopo Freud:
Dopo la morte di Freud, la psicoanalisi si diffuse in molti paesi, ma nacquero anche diverse correnti e discussioni.
Carl Gustav Jung:
Carl Gustav Jung fu uno degli allievi più importanti di Freud.
Jung non era d’accordo con Freud sull’importanza centrale della sessualità infantile.
Secondo Jung esiste anche un inconscio collettivo, cioè immagini e simboli comuni a tutti gli esseri umani, chiamati archetipi.
Esempi di archetipi sono:
- la madre;
- il vecchio saggio;
- la strega.
Queste immagini compaiono nei sogni, nei miti e nelle religioni.
Anna Freud:
Anna Freud studiò soprattutto i meccanismi di difesa, cioè i modi con cui l’Io protegge la persona dai pensieri dolorosi.
Tra questi ci sono:
- la rimozione;
- la negazione;
- la razionalizzazione.
Alcuni meccanismi aiutano la persona, altri possono creare problemi psicologici.
Melanie Klein:
Melanie Klein si occupò soprattutto della psicoanalisi infantile.
Poiché i bambini parlano meno degli adulti, introdusse nuove tecniche come:
- il gioco;
- il disegno.
Secondo Klein, anche queste attività possono rivelare l’inconscio dei bambini.
La psicologia psicoanalitica dell’Io:
Negli Stati Uniti alcuni psicoanalisti svilupparono una corrente chiamata psicologia dell’Io.
Questa teoria sostiene che l’Io può controllare abbastanza bene le pulsioni e aiutare la persona ad adattarsi alla realtà.
Jacques Lacan:
Jacques Lacan criticò la psicologia dell’Io.
Secondo Lacan:
- l’inconscio è più forte di quanto crediamo;
- l’Io non controlla davvero la mente;
- la psicoanalisi non deve servire solo ad adattarsi alla società, ma ad aiutare la persona a capire la propria esistenza.
Commenti
Posta un commento