IL DSM

Il disturbo psicologico 


La nostra mente funziona bene quando c’è equilibrio tra ciò che sentiamo interiormente e quello che accade nel mondo esterno. Quando questo equilibrio si altera, possono comparire segnali di malessere, come l’ansia. Spesso queste difficoltà sono momentanee e si risolvono da sole, ma in alcuni casi persistono e diventano disturbi psicologici. In passato si usava il termine alienazione, mentre oggi si riconosce che la sofferenza mentale può interessare chiunque e la differenza rispetto ala normalità riguarda soprattutto il livello di intensità. Inoltre, i disturbi non sono sempre uguali ma cambiano nel tempo e dipendono da vari fattori. 

Il DSM

Il DSM è stato pubblicato per la prima volta nel 1952 negli Stati Uniti ed è diventato un punto  di riferimento per psicologi e psichiatri. Dalla terza edizione è ateorico, cioè non si basa su una teoria ma classifica i disturbi descrivendo i sintomi osservabili. Nel tempo è stato aggiornato grazie al lavoro di diversi esperti e l’ultima edizione, il DSM-5 del 2013, descrive quasi 400 disturbi mentali organizzati in diverse categorie. 

I disturbi del neurosviluppo compaiono durante la crescita e comprendono difficoltà cognitive, problemi nel linguaggio e nell’apprendimento, come leggere, scrivere o fare calcoli.

I disturbi dello spettro della schizofrenia sono patologie molto gravi in cui la persona perde il contatto con la realtà, presenta allucinazioni e convinzioni false chiamate deliri.

Il disturbo depressivo si manifesta con perdita di interesse, mancanza di energia, senso di colpa e una profonda tristezza non legata a cause evidenti.

I disturbi d’ansia derivano da paura e preoccupazione eccessive e includono crisi di panico, angoscia e paure irrazionali (fobie).

I disturbi ossessivo-compulsivi sono caratterizzati da pensieri ripetitivi e comportamenti obbligati che servono a ridurre l’ansia, come rituali o controlli continui.

I disturbi legati a traumi o stress nascono dopo eventi molto difficili e causano ricordi continui, incubi, tensione e evitamento di situazioni legate al trauma.

Il disturbo dissociativo dell’identità comporta la presenza di più identità nella stessa persona, con cambiamenti di comportamento e vuoti di memoria.

I disturbi alimentari riguardano un rapporto alterato con il cibo e l’immagine corporea, come nel caso di anoressia e bulimia.

I disturbi del controllo degli impulsi portano a comportamenti aggressivi e difficoltà nel rispettare regole e limiti.

I disturbi da dipendenza sono legati all’uso di sostanze e causano bisogno continuo, difficoltà a smettere e sintomi di astinenza.

I disturbi neurocognitivi colpiscono soprattutto in età avanzata e provocano perdita di memoria e autonomia.

I disturbi parafilici riguardano comportamenti sessuali atipici che possono essere rischiosi o non accettati socialmente.



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