I CONTRIBUTI DELLA GESTALT
I CONTRIBUTI DELLA GESTALT
1. La Gestalt
La psicologia della Gestalt dice che la mente non può essere capita guardando i pezzi separati, perché “il tutto è diverso dalla somma delle parti”. Quindi non basta studiare solo i singoli comportamenti: bisogna capire come la mente organizza e interpreta le informazioni. Per i gestaltisti, imparare non è ripetere meccanicamente, ma capire e trovare il senso della situazione.
Köhler e l’insight
Köhler studiò alcuni scimpanzé, tra cui Sultano. Le scimmie dovevano prendere del cibo fuori dalla gabbia usando degli oggetti. Sultano, dopo vari tentativi, ebbe un’intuizione improvvisa ,insight, capì che poteva incastrare due canne per crearne una più lunga e raggiungere le banane.
Questo mostrò che l’apprendimento non è solo tentativi ed errori casuali, ma anche momenti in cui si capisce all’improvviso la soluzione perché si vede la situazione in modo nuovo.
Wertheimer e l’apprendimento intelligente
Wertheimer, uno dei principali studiosi della Gestalt, sosteneva che il vero apprendimento nasce quando lo studente capisce davvero ciò che sta studiando e non quando ripete meccanicamente formule o procedure. Nel suo libro Il pensiero produttivo, spiegò che imparare significa saper osservare un problema da più punti di vista e trovare soluzioni nuove grazie alla comprensione profonda.
Per questo l’insegnante ha un ruolo molto diverso rispetto a quello proposto dal comportamentismo, invece di limitarsi a dare rinforzi e far fare esercizi ripetitivi, deve mostrare come si ragiona, spiegare i passaggi nascosti, gli esempi, i trucchi usati dagli esperti e far vedere più modi di affrontare lo stesso argomento. Lo studente, secondo Wertheimer, va sempre considerato capace di pensiero complesso, a patto che vengano create le condizioni giuste per permettergli di capire e trovare da solo soluzioni intelligenti.
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